Un “Cecilia” stracolmo per l’attivo unitario dei sindacati

Cgil, Cisl e Uil per un nuovo sviluppo per la Basilicata. È questo l’obiettivo del “Manifesto per il lavoro e per la Basilicata 2030” presentato stamane davanti ad oltre 2.000 persone a Tito. Una prova di forza dei tre sindacati, che esultano: “la più grande mobilitazione per un’assemblea sindacale degli ultimi 20 anni” per annunciare poi: “una mobilitazione che continuerà con il programma di assemblee sui territori”.

Prende per primo la parola il segretario generale della Cgil Basilicata Angelo Summa, che spiega: “abbiamo deciso di convocare gli attivi unitari di Cgil, Cisl e Uil per presentare il nostro Manifesto per il lavoro e per la Basilicata, nel quale abbiamo declinato la nostra idea della Basilicata del domani..a fronte dell’assenza della politica, figlia di una lunga e consolidata prassi di ricerca del consenso fine a se stesso, senza uno slancio programmatorio e senza un’idea, un disegno”. Una forte ammonizione, dunque, all’attuale esecutivo regionale, per poi concludere: “non lasceremo sprofondare la nostra comunità e il futuro dei lucani dentro questo declino pericoloso da cui sarà impossibile rialzarsi”.

Il segretario generale Cisl Basilicata Enrico Gambardella auspica, con il Manifesto: “un cambio di paradigma in cui le politiche industriali, le politiche per l’innovazione e il capitale umano, le politiche per la modernizzazione della pubblica amministrazione e il riassetto del welfare diventano le declinazioni di un unico grande progetto di sviluppo che ha al centro le persone e il lavoro”. Serve: “avere una rete di welfare territoriale fatta di asili, assistenza domiciliare, ambulatori con un impatto diretto sui tassi di partecipazione al mercato del lavoro delle donne; avere scuole di qualità, università e centri di ricerca d’eccellenza significa contribuire alla capacità innovativa delle imprese perché la conoscenza oggi è la vera risorsa critica. Questa è l’idea di futuro che abbiamo per il lavoro e la Basilicata da qui al 2030”

Infine, il segretario generale Uil Basilicata, Carmine Vaccaro, conclude così i lavori: “La sfida che lanciamo è di ridefinire un vero piano di sviluppo regionale a valenza strategica, compartecipato e condiviso da larghi strati della società lucana.. un modello di sviluppo più sociale che economico, a marca lucana. Simultaneità e prossimità sono le parole chiave per capire e decidere. Ci aspettiamo ora dalla giunta regionale una bozza che preluda a un progetto regione 2030 compartecipato, per aprire i comparti dell’economia regionale a catene del valore europee ed internazionali”. L’invito è ad una “condivisione tra gli attori dello sviluppo con una coesione finanziaria di alto profilo, capace di innervare e sostenere i processi industriali e la nuova imprenditoria”. Condivisione che “deve nascere attorno a un nuovo patto per lo sviluppo, a nuovi patti locali”. Dando vita cioè, a quello che definisce “un nuovo inizio”.