LAGONEGRO (PZ) – Dopo aver attraversato a nuoto lo Stretto di Messina, scalato il Monte Rosa (4.634 metri) ed attraversato in bici parte della Basilicata in ricordo della guida alpina Fabio Limongi di Lauria, l’Avvocato Francesco Tortorella porta letteralmente in alto la bandiera della sua Città facendola sventolare a 4.810 metri d’altezza.
Avvocato, un’altra impresa, un altro obiettivo raggiunto. Cosa ha rappresentato questa nuova sfida?
È stata un’esperienza significativa, un sogno che si è avverato. Sono salito dalla via normale italiana con partenza da Courmayeur con un dislivello di circa 3.200 metri per poi rientrare dalla via francese con arrivo a Chamonix. È stata più dura di quanto pensassi con quasi 24 ore di cammino in tre giorni principalmente con piccozza e ramponi. Alla fine comunque è stato importante e meraviglioso arrivare in cima: uno straordinario traguardo che il Monte Bianco non concede facilmente.
Ha sofferto per la carenza di ossigeno?
Salendo sopra i 4.000 metri si inizia a respirare molto più velocemente e in modo più profondo, per colmare la rarefazione dell’ossigeno. La sempre maggiore pendenza e lo sforzo rendono poi particolarmente difficile la respirazione. Con l’ausilio di un amico guida alpina e con una preparazione di circa un anno, ho pianificato il tutto, garantendo un accettabile livello di sicurezza, anche per ciò che riguarda l’abbigliamento e le temperature.
Molti si chiedono il motivo di queste sfide sportive e come riesce a conciliare la professione di Avvocato con queste passioni.
Nella vita di tutti i giorni dove il lavoro costituisce un elemento fondamentale si registrano gioie ma anche notevoli aspettative e situazioni alle volte di non facile o imminente soluzione.
Indubbiamente lo sport aiuta a coltivare una salute fisica di qualità migliorando le performance delle attività che svolgiamo quotidianamente comprese quelle lavorative.
Credo che praticare con costanza uno sport, avere una passione e soprattutto darsi un obiettivo ben preciso da raggiungere, aiuti non solo la capacità di concentrazione e di abnegazione anche con riferimento ad una professione complessa ed in continua evoluzione come quella dell’Avvocato, ma permette anche di condividere esperienze sempre nuove in ambiti diversi.

Cosa ha significato portare la bandiera di Lagonegro?
Potendo, avrei portato in vetta non solo la bandiera ma l’intera cittadinanza.
In montagna si dice “Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”. Come Lucani abbiamo delle potezialità incredibili e far sventolare la bandiera di Lagonegro sul tetto d’Europa ha significato onorare la mia città distribuendo con la forza del vento i valori e le capacità in essa racchiuse.
L’auspicio è che tutti i miei corregionali possano raggiungere vette sempre più alte senza farsi distrarre dalla fatica che si prova nell’arrivare in cima. Non è un caso che nello stemma di Lagonegro sia riportato il motto “immersus emergo”.
Il momento più emozionante?
Sicuramente l’arrivo in vetta. Anche se il tempo non era dei migliori con vento forte, scarsa visibilità e temperature ampiamente al di sotto dello zero, al raggiungimento della cima di 4.810 metri si prova una sensazione di appagamento difficile da descrivere.

Cosa le è rimasto alla fine di questo viaggio?
L’incredibile supporto della mia famiglia. E’ stata un’esperienza bellissima, lunga e per certi versi estenuante. Tornato a livello del mare, però, al netto degli incredibili accadimenti vissuti e dei paesaggi indescrivibili, è nella famiglia e negli amici più cari che vedo il vero motore di questa impresa.











































