Venticinque anni senza Gelsomina Scaldaferri. L’attualità del suo esempio e del suo giornalismo col sorriso

EDITORIALE – Nell’indole di ogni giovane lauriota che si avvicina alla carriera giornalistica, c’è un qualcosa di affascinante e carismatico che non si può non seguire. C’è l’amore per il proprio territorio certo, da raccontare, esprimere o anche benevolmente criticare, ma soprattutto ci sono persone che hanno dato il via affinchè le nostre comunità avessero una voce e un’ immagine da dare al resto del mondo. Gelsomina Scaldaferri era la voce e l’immagine di una Lauria che soprattutto nei primi anni 90 ambiva a diventare grande, pronta  a realizzare i suoi sogni e ad aprirsi a 360 gradi.

In un convegno di recente organizzato in sua memoria, è stata definita “un ciclone”, perché questo era Gelsomina Scaldaferri, appassionata del suo mestiere giornalistico e viva e amorevole nel suo rapporto con le persone e con i bambini soprattutto, altra sua grande passione insieme al giornalismo. Era riuscita per un po’ di tempo a rompere quei canoni stabili e fermi della vita quotidiana e informativa lauriota, quando alle 13 o alle 20, orari in cui scattava l’ora dei tg nazionali, la comunità cittadina preferiva seguire il volto amico e rassicurante di una ragazza che con la sua passione e carisma non perdeva una singola virgola dei fatti accaduti nelle nostre zone o nella nostra regione.

Avevo 12 anni quell’11 settembre del 1994, e ricordo le lacrime amiche e familiari di persone che, insieme a me, seppur nella mia giovane età, avevano condiviso un percorso di affetti insieme a lei, e forse anche io, attraverso quei pomeriggi passati dopo i compiti (a volte realmente fatti o altre volte meno), a guardare i suoi programmi sui network locali, capii che la mia strada sarebbe stata quella di raccontare o scrivere qualcosa che potesse permettere alle persone di informarsi o incuriosirsi. Gelsomina lascia a chi come me ha deciso di intraprendere questo affascinante e difficile mestiere, l’arte di innamorarsi dei fatti, di lasciarsi affascinare e coinvolgere da essi indossando sempre il sorriso migliore, perché ogni evento che coinvolge un nostro pezzo di vita è degno di essere raccontato con il lato migliore che si possa esprimere. Lascia l’esempio di un carisma benevolo volto ad aiutare gli altri, una guida che, in un mestiere un tempo fatto solo di grandi firme “al maschile”, è riuscita a farsi spazio e a mettere in mostra le sue grandi doti.

Insieme al suo compianto zio Angelo Scaldaferri, hanno dato visibilità alle nostre comunità, un tempo fonti di grandi storie politiche e sportive, senza mai andare oltre le righe o entrando in futili polemiche, raccontando i fatti sempre col massimo rispetto e con la classe innata di chi sa ciò di cui si parla. Venticinque anni dopo, Gelsomina Scaldaferri vive nella storia quotidiana della nostra comunità e non solo, attraverso un aneddoto quotidiano o un post social sulla pagina a lei dedicata. Una donna e una giornalista che manca molto a chi ha avuto la fortuna di conoscerla e viverla, ma che ci lascia una lezione importante: si può avere il carisma e tutta la maestria dell’universo per raccontare la nostra quotidianità, ma se queste doti non sono accompagnate da passione, amore e umiltà, da sole non contano nulla.

Ciao Gelsomina, e Grazie…