POTENZA – L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo, replica alle recenti dichiarazioni del Movimento 5 Stelle sulla vertenza CallMat, difendendo l’operato della Regione Basilicata e respingendo le accuse rivolte dalla forza di opposizione sulla gestione della crisi occupazionale che coinvolge oltre 320 lavoratori.
«Comprendo il ruolo dell’opposizione – afferma Cupparo – ma quando si parla del futuro di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie sarebbe opportuno attenersi ai fatti ed evitare rappresentazioni strumentali della realtà».
L’assessore sottolinea come la Regione non abbia mai promesso «soluzioni miracolistiche», ma abbia lavorato costantemente per individuare percorsi concreti a tutela dell’occupazione, attraverso un confronto continuo con il Governo nazionale, le organizzazioni sindacali e tutti i soggetti coinvolti.
Nel mirino della replica anche le critiche sui circa 10 milioni di euro destinati alle misure di sostegno. Risorse che, secondo Cupparo, non rappresentano «uno slogan o un annuncio propagandistico», bensì strumenti finalizzati a favorire innovazione, digitalizzazione e attrazione di investimenti in grado di creare nuova occupazione e consolidare quella esistente.
L’assessore respinge inoltre la lettura del Movimento 5 Stelle secondo cui l’Avviso Basilimpresa Investimenti costituirebbe uno “smantellamento” di CallMat. Al contrario, evidenzia, la misura è stata concepita per creare nuove opportunità occupazionali sul territorio e favorire la continuità lavorativa del maggior numero possibile di lavoratori interessati dalla crisi aziendale.
«Nessun intervento pubblico può sostituirsi alle scelte industriali di un’impresa privata – precisa Cupparo – ma il compito della Regione è mettere in campo tutti gli strumenti disponibili per attenuarne gli effetti sociali ed economici».
L’esponente della Giunta regionale giudica inoltre prematuro decretare il fallimento dell’avviso pubblico mentre la procedura è ancora in corso. «Un bando si valuta alla conclusione del percorso, sulla base degli investimenti realizzati, delle imprese coinvolte e dei posti di lavoro generati, non attraverso valutazioni preventive dettate da convenienze politiche», osserva.
Sul fronte delle responsabilità aziendali, Cupparo ricorda che le decisioni assunte da TIM e dalla governance della società non dipendono dalla Regione Basilicata, che continua però a chiedere responsabilità ai committenti nazionali affinché non venga disperso il patrimonio di competenze costruito negli anni dai lavoratori.
L’assessore definisce inoltre «singolare» il tentativo di attribuire alla Regione responsabilità legate a scelte industriali autonome e critica l’utilizzo del tema dell’intelligenza artificiale per alimentare allarmismi che, a suo giudizio, non contribuiscono alla ricerca di soluzioni concrete.
Quanto al rinvio del tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Cupparo precisa che la decisione non è riconducibile alla Regione, che continua a sollecitare il confronto istituzionale e a sostenere ogni iniziativa utile alla salvaguardia dei posti di lavoro.
«In queste settimane abbiamo lavorato con senso di responsabilità, lontano dai riflettori e dalle polemiche, perché i lavoratori hanno bisogno di soluzioni e non di slogan», afferma l’assessore.
Da qui l’appello finale a tutte le forze politiche affinché sulla vertenza prevalga uno spirito di collaborazione istituzionale. «Su una vicenda così delicata – conclude Cupparo – servirebbe l’impegno di tutti, maggioranza e opposizione, per rafforzare il peso della Basilicata nei confronti del Governo e delle aziende coinvolte. La Regione continuerà a fare la propria parte con serietà, trasparenza e determinazione. I lavoratori meritano risposte concrete e risultati: sarà su questi che saremo giudicati».










































