POTENZA – «L’accordo sottoscritto oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza PMC-Brose esiste perché quella tenda davanti ai cancelli dello stabilimento non è mai stata smontata». È quanto dichiarano le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Alessia Araneo e Viviana Verri, che rivendicano il ruolo del presidio permanente dei lavoratori nel percorso che ha portato alla firma dell’intesa.
Le esponenti pentastellate ricordano come il presidio sia stato allestito il 13 ottobre dello scorso anno e sia rimasto attivo per dieci mesi, attraversando l’inverno e le elevate temperature estive. «Se oggi a Roma si è arrivati a un testo firmato – affermano – è perché a Melfi, per nove mesi, qualcuno non se n’è andato. L’attenzione delle istituzioni arriva dove qualcuno la costringe ad arrivare: è una lezione che dovremmo tenere a mente tutti».
Araneo e Verri ripercorrono i sacrifici compiuti dai lavoratori durante la vertenza, evidenziando come abbiano accettato la revisione dell’accordo sulle uscite incentivate, con i dipendenti prossimi alla pensione che hanno anticipato l’uscita dal lavoro e gli impiegati che hanno dato disponibilità a rientrare in fabbrica come operai, rinunciando al proprio precedente inquadramento professionale.
«Chi conosce il valore di una qualifica nella vita di una persona – sottolineano – comprende il peso di questa scelta. E in nove mesi di presidio non si è verificato un solo episodio che potesse essere utilizzato contro i lavoratori. È stata una lotta portata avanti con ordine, dignità e determinazione, che oggi trova un riconoscimento concreto».
Secondo le consigliere regionali, gran parte delle richieste avanzate dagli operai ha ora trovato risposta nell’accordo sottoscritto. Restano però da completare due passaggi: il perfezionamento degli atti definitivi entro il 30 settembre e lo svuotamento del capannone dalle attrezzature ancora di proprietà di Stellantis entro il 31 ottobre, secondo il cronoprogramma della società subentrante.
Per Araneo e Verri, la vicenda della PMC assume un valore che va oltre la singola vertenza. «La tenda allestita dagli operai dimostra che la lotta non è mai vana», affermano, allargando poi lo sguardo alla situazione dell’intera area industriale di San Nicola di Melfi, che definiscono strategica per l’economia lucana.
«L’area industriale vale circa un quarto del Pil della Basilicata e attorno ai tavoli di crisi aperti ci sono migliaia di lavoratrici e lavoratori. Da anni si sostiene che una parte dell’indotto debba essere sacrificata per garantire la tenuta dello stabilimento principale, ma è una narrazione che respingiamo. Il destino dell’indotto e quello di Stellantis coincidono e ogni pezzo della filiera che si perde oggi indebolisce tutto il sistema produttivo domani».
Le consigliere del Movimento 5 Stelle assicurano che continueranno a seguire la vertenza «in Consiglio regionale e, se necessario, anche davanti ai cancelli dello stabilimento», ribadendo che i lavoratori «non hanno chiesto favori, ma soltanto che gli impegni assunti nelle sedi istituzionali venissero messi nero su bianco».
In chiusura, Araneo e Verri replicano alle dichiarazioni dell’assessore regionale alle Attività produttive, Francesco Cupparo, che aveva ridimensionato il valore della presenza delle opposizioni al presidio dei lavoratori. «Nessun chilometro verso quella tenda è stato sprecato – concludono –. Nessun volto incontrato, nessuna storia ascoltata e nessuna mano stretta hanno rappresentato per noi un semplice gesto simbolico, ma un’azione concreta di partecipazione a una battaglia che abbiamo sempre ritenuto giusta».
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