Vertenza Smart Paper, Fim-Fiom-Uilm: “Al Mimit audizione senza aziende. Ora servono risposte e chiarezza”

POTENZA – Si è svolto questo pomeriggio, in videoconferenza, un incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito della vertenza che coinvolge le lavoratrici e i lavoratori di Smart Paper, dopo la perdita del cambio d’appalto a favore dell’RTI Accenture/Datacontact. Il Mimit ha aperto la riunione ascoltando le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm, con l’obiettivo di fare il punto sulla situazione, raccogliere criticità e valutare gli effetti del passaggio di appalto.

I sindacati esprimono “delusione” per l’assenza delle aziende coinvolte, ritenuta un ostacolo all’acquisizione delle risposte attese e già annunciate nel precedente tavolo regionale. Nonostante ciò, le sigle metalmeccaniche considerano l’incontro odierno un passaggio necessario in vista del nuovo tavolo che il Ministero si è impegnato a convocare dopo aver ascoltato anche le controparti aziendali.

Fim, Fiom e Uilm ribadiscono che l’obiettivo resta quello di una soluzione concreta e complessiva, fondata su tre punti ritenuti irrinunciabili:

  1. Salvaguardia di tutti gli attuali lavoratori e lavoratrici impegnati nelle attività oggetto dell’appalto.
  2. Mantenimento della sede di lavoro nell’area industriale o comunque nelle vicinanze dell’attuale insediamento, evitando soluzioni che compromettano i diritti dei dipendenti.
  3. Tutela piena del trattamento economico e normativo del personale coinvolto nel passaggio.

I sindacati chiedono quindi una riconvocazione a breve, definendola un momento decisivo per dare certezze a lavoratrici e lavoratori che da quattro mesi vivono in una condizione di forte instabilità sul proprio presente e futuro.

Accanto alla vertenza principale, i sindacati denunciano anche il comportamento di Smart Paper, accusata di non rispettare gli impegni presi con la Regione Basilicata e con le stesse organizzazioni sindacali sulla sospensione della chiusura della sede di Tito. Nelle ultime ore, riferiscono Fim, Fiom e Uilm, l’azienda avrebbe avviato unilateralmente le operazioni materiali per la chiusura del sito, predisponendo di fatto il trasferimento dei lavoratori.

Le organizzazioni sindacali sollecitano con forza che:

  • il confronto non si limiti al tema del trasferimento;
  • Smart Paper si presenti ai tavoli insieme a Indra, la cui presenza è ritenuta “indispensabile”, per valutare complessivamente la situazione aziendale, le commesse, le prospettive future e gli investimenti necessari.

Serve chiarezza, trasparenza e un coinvolgimento reale — ribadiscono Fim, Fiom e Uilm —. È necessario un piano industriale concreto, che definisca il futuro di chi rimarrà in Smart Paper e garantisca continuità occupazionale e prospettive certe”.

I sindacati attendono ora la convocazione del nuovo tavolo al Mimit con tutte le aziende coinvolte, ritenuto l’unico passaggio in grado di fornire risposte definitive alle lavoratrici e ai lavoratori.

“Il lavoro in Basilicata non si svende: si difende”, chiude la nota.

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