Vertice Stellantis al Mise: l’azienda punta su Melfi per elettrico e nuovi modelli

MELFI (PZ) – Melfi conferma la sua “buona stella”. Nel corso dell’incontro al Mise – presieduto dai ministri Giorgetti e Orlando – tra azienda, governo e sindacato, Stellantis ha infatti annunciato che sarà Melfi il primo stabilimento italiano a ricevere nuovi modelli in base al piano industriale post 2022, ma l’organizzazione produttiva sarà completamente rivoluzionata. I vertici aziendali hanno anche chiarito che nel nuovo piano industriale e proprio a partire da Melfi intendono accelerare sul fronte del passaggio all’elettrico. In particolare nel 2024 a Melfi verranno lanciate 4 nuove vetture elettriche del segmento medio, ciascuna con uno dei grandi brand di Stellantis.

La produzione sia attuale sia futura sarà caratterizzata da maggiore verticalizzazione e concentrata su una unica linea potenziata, che sarà realizzata integrando le due attualmente esistenti; lo spazio così liberato sarà utilizzato in seguito per altre attività, quali l’assemblaggio di batterie. La capacità produttiva secondo l’azienda non dovrebbe variare, restando sulle 400.000 vetture annue con un’organizzazione del personale su 19,5 turni. Per il ministro Orlando si tratta di un «primo positivo passo in cui sono venute indicazioni di una volontà di significativo investimento sulla realtà di Melfi, rimaniamo in attesa di conoscere ulteriori aspetti di questa strategia».
«Come sindacato – dichiarano invece Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto – abbiamo chiesto, però, di arrivare a un quadro di certezze non solo per i lavoratori lucani ma per quelli di tutti gli stabilimenti italiani. Confidiamo che il Governo sostenga un grande piano di rilancio dell’industria dell’auto”. Quanto alla nuova riorganizzazione di Melfi “restano aspetti importanti da chiarire – aggiungono – e dunque c’è assoluta necessità di un approfondimento in sede aziendale. Benché la concentrazione della produzione su una sola linea porti a parità di produzione un minor utilizzo di personale per circa 700 persone di cui 300 già impegnati in missione in altri siti, non vi è alcuna dichiarazione di esuberi strutturali e quindi si proseguirà con l’utilizzo di ammortizzatori sociali conservativi per la verità già oggi in essere”.

Fonte, La Nuova del Sud