POTENZA – Doveva essere una semplice interruzione di pochi giorni. E invece sono passati oltre due mesi e ancora non è chiaro quando e come verrà effettuato l’intervento sul viadotto Tiera, che sovrasta la linea ferroviaria Potenza–Avigliano–Melfi–Foggia (Fal e Trenitalia). È quanto denunciano i segretari generali di CGIL Basilicata e Filt CGIL Basilicata, Fernando Mega e Luigi Ditella.
“Nel frattempo – sottolineano i segretari – oltre 200.000 utenti sono rimasti a piedi. Tutti costretti a riversarsi sulla Statale 658, già congestionata, con autobus e auto private, aggravando una situazione viaria ormai al collasso. I disagi quotidiani sono enormi: lavoratori e studenti pendolari in ritardo, pazienti in difficoltà nel raggiungere ospedali e centri sanitari, famiglie esasperate. E tutto questo nella totale indifferenza delle istituzioni”.
Dopo l’annuncio dell’assessore regionale alle Infrastrutture Pasquale Pepe sull’abbattimento del pilone del viadotto per ripristinare la linea ferroviaria, a oggi – denunciano i sindacati – “non risulta alcun procedimento avviato. Come se non bastasse, il presidente della Provincia di Potenza, soggetto competente sul viadotto, propone di non abbattere il pilone ma di sollevare i ponti per incapsularlo, con un intervento il cui costo sarebbe quasi doppio e dai tempi indefiniti. La domanda è semplice: chi paga, dal momento che Provincia e Regione non dispongono dei fondi necessari? L’intervento dovrebbe essere a carico di RFI, soggetto privato, su un’infrastruttura pubblica. Una situazione paradossale – aggiungono – che crea un vero cortocircuito istituzionale in cui, come sempre, a pagare sono i cittadini, il cui diritto alla mobilità, riconosciuto come servizio minimo essenziale dalla Costituzione, viene negato”.
Per Mega e Ditella, la vicenda del viadotto è solo “l’ennesimo segnale del degrado del trasporto pubblico ferroviario in Basilicata: linee sospese, treni fermi, tempi di percorrenza raddoppiati, mezzi vecchi e sovraffollati, gare d’appalto scadute, in aperta violazione delle direttive europee sul trasporto sostenibile. Si spendono 150 milioni di euro l’anno per la mobilità, ma il servizio rasenta spesso lo spreco di risorse pubbliche. Prima o poi – concludono – qualcuno dovrà rendere conto di questa gestione fallimentare. La mobilità è un diritto, non un favore. Basta silenzi: servono trasparenza, rispetto e risposte”.
La replica della Provincia di Potenza
In una nota ufficiale, la Provincia di Potenza esprime “rammarico e sconcerto” per quanto contenuto nel comunicato della CGIL e Filt CGIL Basilicata, giudicando “del tutto infondate” alcune delle affermazioni sul viadotto Tiera.
“Apprendiamo con sorpresa – si legge nella replica – che sarebbe stato proposto di non abbattere il pilone ma di sollevare i ponti per incapsularlo, con un intervento dai costi quasi doppi e tempi indefiniti. Si tratta di un’affermazione diametralmente opposta a quanto stabilito dagli atti”.
La Provincia chiarisce infatti che “l’intervento di ripristino, sostenuto dall’Ente perché più economico e rapido, prevede un costo complessivo di 753.000 euro e una durata stimata di circa due mesi e mezzo. L’ipotesi alternativa di demolizione parziale dell’opera comporterebbe invece un investimento superiore, stimato da RFI in circa 1 milione di euro, oltre alla necessità di sospendere per tre mesi la circolazione ferroviaria”.
La nota si conclude con un richiamo alla correttezza istituzionale: “Trasparenza e rispetto hanno sempre caratterizzato l’operato della Provincia di Potenza, le cui azioni trovano puntuale riscontro negli atti ufficiali. Restiamo disponibili – aggiunge l’Ente – a un confronto costruttivo, purché basato su dati reali e oggettivi”.










































