Non dovrà pagare per i compensi percepiti in quiescenza: “La scelta di continuare a erogarli – scrivono i giudici – va ricondotta alla volontà degli organi regionali”
POTENZA – La cronaca giudiziaria, con la vicenda relativa al presunto danno erariale ai danni dell’Asp da parte dell’ex direttore generale Giampaolo Stopazzolo, che aveva continuato a percepire compensi fino al giugno 2022 nonostante fosse in quiescenza dal marzo precedente.
Accolto in pieno in appello il ricorso presentato dagli avvocati Giampaolo Carretta e Antonio Pafundi, difensori di Stopazzolo, che l’anno scorso era stato condannato al pagamento di 51 mila euro all’Azienda sanitaria di Potenza.
Per i giudici della seconda sezione giurisdizionale della Corte dei conti, la scelta di continuare a erogare i compensi all’ex dg va ricondotta agli organi regionali.
Annullato integralmente il precedente pronunciamento. A Stopazzolo è stato inoltre riconosciuto anche il ristoro delle spese legali in entrambi i gradi di giudizio.









































