Vigili del fuoco, Cgil, Cisl e Confsal: “per il Comando le sedi dei distaccamenti lucani non sono da ritenersi disagiate”

POTENZA – Si è tenuta nella mattinata odierna la riunione in Prefettura richiesta dalle organizzazioni sindacali sulla mancata individuazione delle sedi lucane dei Vigili del Fuoco come distaccamenti disagiati. 

I sindacati hanno illustrato al viceprefetto le criticità derivanti dal mancato riconoscimento, in particolare le ricadute sull’orario di lavoro. Nelle sedi riconosciute disagiate, infatti, è previsto l’orario articolato in 24 ore di lavoro e 72 ore di riposo, a differenza delle altre sedi in cui si effettua l’orario 12 ore di lavoro e 24 di riposo. Ciò causerebbe notevoli difficoltà al personale che deve spostarsi più frequentemente in un territorio assai impervio come il nostro, che oltretutto, com’è noto, presenta notevoli criticità nelle infrastrutture di collegamento spesso anche legate alle avversità climatiche. E non solo, potrebbero essere anche rilevanti le ripercussioni, ai fini del soccorso, sul territorio della provincia potentina.

La richiesta delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e Confsal appare ancora più realistica se confrontata a altre sedi fuori regione che, pur avendo minore incidenza nei parametri definiti all’art.20 del DPR 121/22, sono state ritenute sedi disagiate.

Il vice Comandante ha confermato la volontà già espressa dal Comandante allora in carica, di non voler modificare l’individuazione dei distaccamenti, pertanto dal 1 gennaio 2024 sarà in vigore il nuovo orario di lavoro.

“Viste le differenti posizioni delle parti, la riunione si è chiusa con una mancata conciliazione e le organizzazioni sindacali si sono riservate di intraprendere tutte le azioni necessarie per indurre il Dipartimento a effettuare un riesame delle sedi lucane che, proprio a causa dell’impraticabilità del territorio, della carenza delle infrastrutture e dei collegamenti, del clima e delle distanze dal Comando, dovrebbero essere riconosciute quali sedi disagiate”, spiegano in una nota Cgil, Cisl e Confsal.