POTENZA – Continua ad animare il dibattito politico e pubblico la norma sui cosiddetti “mini-vitalizi” approvata dal centrodestra lo scorso 18 dicembre. Al centro delle polemiche, in particolare, la retroattività del beneficio per le legislature a partire dalla decima e l’utilizzo del fondo istituito nel 2017 attraverso le trattenute sulle indennità dei consiglieri regionali.
Nonostante il passo indietro annunciato dal presidente Bardi, a oggi non è seguito alcun atto formale. Un silenzio che, secondo i consiglieri regionali di opposizione, dimostrerebbe come la maggioranza non abbia colto la portata della frattura sociale generata dal provvedimento, approvato senza alcun passaggio nelle commissioni consiliari e dunque privo di un adeguato confronto politico e di trasparenza nei confronti dei cittadini.
Per queste ragioni, i consiglieri Alessia Araneo, Antonio Bochicchio, Angelo Chiorazzo, Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri e Giovanni Vizziello hanno annunciato il deposito di una proposta di legge per l’abrogazione totale degli articoli 16 e 17 del Collegato alla legge di stabilità 2025. «Riteniamo – spiegano – che l’unico modo per ristabilire equilibrio e decoro politico sulla questione vitalizi sia cancellare integralmente una norma sbagliata nel metodo e nei contenuti».
Pur ribadendo che sul metodo contributivo – già adottato dal Parlamento e dalla maggioranza delle Regioni – ogni forza politica potrà esprimere le proprie valutazioni, i consiglieri sottolineano come l’attuale formulazione del provvedimento non possa restare in vigore.
Parallelamente, l’opposizione richiama la necessità che la Regione si doti finalmente di una disciplina attuativa degli strumenti di partecipazione popolare, a partire dal referendum abrogativo richiesto da migliaia di cittadini proprio sul tema dei vitalizi. In tal senso, viene ricordato il deposito, già a dicembre 2024, di una proposta di legge successivamente integrata con emendamenti che recepiscono le osservazioni della Consulta di garanzia statutaria, con la richiesta di accelerarne l’esame in commissione.
«Ora – concludono – il centrodestra lucano è chiamato a dare un segnale chiaro di apertura al confronto pubblico, approvando le nostre proposte di legge sull’abrogazione dei mini-vitalizi e sulla regolamentazione degli istituti di partecipazione democratica, rimasti inattuati per troppi anni».









































