Vitalizi, scatta la sfida al Consiglio regionale: raccolta firme per l’abrogazione

POTENZA – Un “atto grave, opaco e moralmente inaccettabile”. Con queste parole i promotori del referendum abrogativo contro la legge regionale n. 57 del 30 dicembre 2025 attaccano la decisione del Consiglio regionale della Basilicata di reintrodurre i vitalizi sotto la nuova definizione di “indennità differita”.
Secondo i promotori, la misura è stata approvata nel silenzio delle festività natalizie e finanziata anche con risorse originariamente destinate alla beneficenza, configurando un privilegio a carico dei cittadini lucani in una fase di profonda difficoltà economica e sociale. “Migliaia di famiglie – sottolineano – faticano ad arrivare a fine mese, mentre sanità, scuola e lavoro continuano a soffrire di carenze strutturali”.
Nel dettaglio, il provvedimento reintroduce benefici che ricalcano i vitalizi aboliti anni fa: assegni retroattivi, reversibili e rivalutabili, con decorrenza a 65 anni dopo appena cinque anni di contributi, e a 60 anni in caso di rielezione. Il tutto nonostante la Regione sostenga già i costi dei contributi previdenziali figurativi per i titolari di cariche elettive.
I promotori evidenziano inoltre un forte squilibrio nel sistema contributivo: a fronte di un versamento pari all’8,8% dell’indennità da parte dei consiglieri, inferiore ai 600 euro mensili, il contributo a carico della Regione supera i 1.600 euro al mese per ciascun eletto. Un costo che ricade interamente sulla collettività.
Particolarmente contestato è anche l’utilizzo dei fondi derivanti dal taglio del 10% delle indennità disposto nel 2011 e destinato per legge a finalità benefiche. Risorse che, secondo i promotori, sarebbero ora utilizzate per finanziare le nuove rendite politiche. “Una vera e propria beneficenza a sé stessi – denunciano – che rappresenta un affronto al mondo del volontariato e alle persone in difficoltà”.
Da qui la decisione di promuovere un referendum abrogativo degli articoli 16 e 17 della legge regionale. “Non possiamo attendere – affermano – che la politica recuperi da sola il senso del limite. Il nostro dovere civile è restituire la parola al popolo lucano”.
Per avviare la consultazione serviranno cinquemila firme. La raccolta partirà nei prossimi giorni, nel rispetto dello Statuto regionale e della legge regionale n. 40 del 1980. L’obiettivo è chiaro: cancellare i nuovi vitalizi e riaffermare che le priorità della Basilicata devono essere sanità pubblica, scuola, infrastrutture e lavoro, non i privilegi della politica.


I promotori dell’iniziativa sono Michele Sannazzaro, Paolo Pesacane, Angelo Summa, Rosario Gigliotti, Ascanio Donadio, Eustachio Nicoletti, Giuseppe Ranoia, Giovanna Galeone, Gianni Rondinone, Nunzia Armento e Donato Lettieri.

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