POTENZA – Nella seduta odierna della III Commissione Consiliare Permanente si è svolta la discussione preliminare sulla Proposta di Legge n. 62/2025 dedicata alla disciplina della professione del Wedding planner. Un confronto arricchito dall’audizione del dottor Antonio Marzano, responsabile nazionale del settore, e della dottoressa Clara Trama, presidente nazionale Associazione Wedding Planner, che hanno offerto un quadro puntuale dell’evoluzione di un comparto in forte crescita e dalle ricadute territoriali sempre più significative.
Il dottor Marzano ha ricordato come nel 2024 il wedding tourism abbia generato in Italia un indotto pari a circa 1 miliardo di euro, con 2,7 milioni derivanti dai soggiorni, che nei borghi e nei piccoli centri si sono ormai stabilizzati su una permanenza media di 6-7 giorni.
«Si tratta di un dato che conferma quanto i matrimoni di destinazione stiano diventando un motore di sviluppo capace di coinvolgere l’intero territorio, dalle strutture ricettive ai servizi, dall’artigianato locale alle produzioni enogastronomiche. Il fenomeno si intreccia con il crescente turismo di ritorno, che vede molte famiglie scegliere la Basilicata per riscoprire le proprie radici», ha dichiarato il consigliere regionale Nicola Morea, che alla luce di questo scenario ha espresso apprezzamento per l’avvio del confronto, rimarcando l’esigenza di lavorare a una norma realmente completa, capace di valorizzare i borghi e costruire una filiera solida e professionale.
«Quelle di oggi sono state audizioni molto importante – aggiunge Morea –. Conosco il dottor Marzano da tempo, grazie anche alle assemblee dei Borghi più belli d’Italia. Il fenomeno del wedding tourism l’ho incrociato direttamente quando ero sindaco di Irsina: abbiamo visto visitatori provenire dall’estero innamorarsi dei nostri paesaggi, della nostra campagna, del nostro centro storico. Abbiamo misurato, nel nostro piccolo, gli effetti di questo ritorno alle radici e del conseguente effetto domino sulla comunità. Gli stessi ospiti, una volta tornati nei loro Paesi, diventano spontaneamente ambasciatori della Basilicata».
Morea ha poi sottolineato che il settore non può essere lasciato all’improvvisazione: «Parliamo di un mondo che richiede professionalità, competenze, coordinamento. Non può essere affidato alla discrezionalità di pochi, ma va strutturato in una filiera integrata. Il wedding tourism cammina di pari passo con il turismo delle radici: insieme rappresentano una fetta di mercato strategica, capace di generare ricchezza diffusa e di sostenere la rinascita dei nostri borghi».
Per questo, in commissione, il consigliere ha proposto un ulteriore approfondimento istituzionale: «Ho formalmente richiesto le audizioni della dottoressa Margherita Sarli, direttrice dell’APT, del direttore generale delle Attività Produttive e dell’assessore Cupparo. È necessario costruire una proposta che possa realmente valorizzare i territori, sostenere le professionalità e trasformare un trend in una strategia di sviluppo stabile per la Basilicata».









































