MARATEA (PZ) – Continuano in maniera incessante le aggressioni al territorio attraverso il tentativo di autorizzare la riapertura dell’impianto di trattamento di rifiuti pericolosi e non di San Sago, che interessa sia la Regione Basilicata che la Regione Calabria. L’impianto, ubicato nel Comune di Tortora, si trova a ridosso del Fiume Noce nel quale, attraverso il Torrente Pizzinno, scarica le sue Acque “depurate”. L’impianto realizzato nel 1989 e autorizzato al trattamento dei rifiuti liquidi altamente pericolosi dalla Regione Calabria con D.G.R n. 255 del 3 maggio 1994 (con proroga n.3474/1995), è posto a circa 200 metri di distanza in direzione Nord dal sito ZSC “Valle Del Noce” IT9210265.
“Ad aprile 2021 la Regione Basilicata emette parere favorevole di Valutazione di incidenza (VIncA) all’istanza presentata dalla società Co.Gi.Fe. Ambiente srl, che gestisce l’impianto, fermandosi alla fase di screening della VIncA, ritenendo sufficienti le condizioni di obbligo proposte dalla società che si impegna a rispettare ed attuare e non ritenendo necessaria pertanto l’assoggettabilità alla procedura di Valutazione di Incidenza Appropriata (livello 2 della procedura sancita dall’art. 6 della Direttiva Habitat 92/43/CEE).
Nella VIncA è riportato che “le attività che sono state previste non pregiudicheranno l’integrità del Sito Natura 2000, non avranno conseguenze negative per la salvaguardia della biodiversità…” eppure non sono lontani i ricordi di morie eccezionali di pesci del fiume Noce e l’inquinamento marino tra Basilicata e Calabria tirrenica, tutti ancora parlano delle condizioni insane dell’aria che si respirava nella valle, tutti ancora ricordano le quantità di rifiuti che arrivavano all’impianto di notte e di giorno, gli eccezionali sversamenti di liquidi nel fiume Noce e i reati per i quali la Società è stata costretta a chiudere l’impianto nel 2013. Nonostante ciò, dopo i ricorsi al Tar della Regione Basilicata e della Regione Calabria, quest’ultima ha indetto per giovedì 28 luglio la Conferenza di Servizi decisoria in relazione al Riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale.
“Il WWF condivide appieno tutte le ragioni avanzate sia dalle Istituzioni locali che dal “Comitato per la Difesa del Fiume Noce”, dai movimenti politici, dal mondo associazionistico, dagli operatori turistici della costa e da comuni cittadini che hanno più volte manifestato la propria decisa contrarietà alla ripresa delle attività dell’ormai noto depuratore.
Come WWF Terre di Parchi Lucani siamo impegnati nella tutela e valorizzazione ambientale della Basilicata tirrenica e la Valle del Noce rappresenta il cuore pulsante di questo territorio; inoltre gestiamo il “Progetto tartarughe marine lungo la Riviera dei Cedri” con il WWF Calabria e l’inquinamento ulteriore che andrebbe a gravare sulla costa, non favorirà certamente la presenza delle Caretta caretta già in pericolo di estinzione. Resta ferma la nostra contrarietà- afferma ancora la Presidente Dott.ssa Valentina Paduano- alla riapertura e alla delocalizzazione dell’impianto, continueremo fermamente, insieme alle istituzioni del territorio e alle associazioni, ad opporci a tale scempio, avendo a cuore la difesa della nostra natura e del nostro fiume”.
“L’impianto – secondo il delegato WWF di Basilicata Mario Musacchio – va nella direzione opposta a quelle che sono le reali vocazioni di un territorio che vuole continuare ad investire nel turismo, salvaguardando la natura e la biodiversità”. “Esortiamo la politica a mettere da parte le contrapposizioni per la tutela del territorio, mettendo la questione ambientale tra i punti cardine dell’agenda politica regionale”














































